
Castellammare, la crisi irreversibile del commercio al dettaglio con negozi storici che chiudono e non aprono più.
La crisi del commercio al minuto sembra non avere fine. Negli ultimi anni a Castellammare si è assistito a una profonda metamorfosi del tessuto commerciale. I negozi di vestiti, accessori e simili hanno lasciato spazio ad attività legate alla preparazione e la distribuzione dei pasti in esercizi pubblici con la nascita molti ristoranti tra i quali anche taverne, tavole calde, trattorie. Un’economia nuova che funziona anche molto bene e attrae tantissimi avventori a Castellammare, dietro la quale però è celata la crisi del commercio al dettaglio complicata naturalmente dalla nascita di vari centri commerciali nel triangolo urbano Torre Annunziata-Pompei-Castellammare. Il primo segnale negativo in questo senso arriva qualche anno fa con l’apertura del centro commerciale “La Cartiera” a Pompei. Il colpo di grazia invece è giunto qualche mese fa con l’apertura a Torre Annunziata del centro commerciale più grande del sud Italia, Il “Maximall”. A Castellammare, alla concorrenza dei centri commerciali non ha resistito nessuno. I negozi di vestiti, accessori e simili, hanno dovuto progressivamente chiudere. Ma anche nella stessa ristorazione c’è aria di crisi. Al Maximall a Torre Annunziata l’offerta del “food” è molto ampia e variegata e restano aperti fino a tarda sera facendo così una spietata concorrenza ai ristoranti del centro cittadino di Castellammare. Tra questi ultimi spesso negli ultimi mesi si sono visti diversi cambi di gestione, segno che la crisi è forte. Forse solo i ristoranti con i gazebo sul lungomare sembrano ancora capaci di resistere al vento impietoso della concorrenza del Maximall. La crisi del commercio al dettaglio a Castellammare è concentrata soprattutto al Corso Vittorio Emanuele. In questa strada, fino a a 10 anni fa considerata la via dello shopping stabiese e capace di attirare avventori anche dalla città vicine molte attività stanno chiudendo e non apriranno più. Al Corso Vittorio Emanuele dove oggi si assiste ad una impietosa e inarrestabile desertificazione commerciale quasi tutti i commercianti storici stanno abbassando le saracinesche. Emblema della forte crisi del commercio stabiese è la prossima probabile chiusura di una famosa sala giochi del centro dove intere generazioni si sono incontrate e date appuntamento. Detto negozio purtroppo è stato messo all’asta per una cifra che sfiora il milione di euro. Il locale avrà quindi un nuovo proprietario che dovrà quindi scegliere se continuare l’attività di centro giochi oppure no,
A Castellammare è una crisi senza fine quella del commercio. Nel corso degli ultimi anni c’è stata una profonda trasformazione del tessuto commerciale. I negozi di abbigliamento, accessori e così via hanno ceduto il passo ad attività commerciali food, molti dei quali ristoranti. Una nuova economia, ma che nasconde la crisi di quei commercianti storici che hanno dovuto lasciare il passo, complice anche l’apertura di diversi centri commerciali nel comprensorio. La prima crisi c’è stata dopo l’apertura della Cartiera, ora il colpo di grazia con il Maximall. Oltre all’abbigliamento, però, anche altre tipologie di esercizi commerciali hanno ceduto il passo. Tra gli stessi “food” ci sono state varie aperture e cambi di gestione, contrariamente ad alcuni ristoranti del lungomare che invece sembrano essersi consolidati. La crisi riguarda soprattutto Corso Vittorio Emanuele, quella che un tempo era considerata la strada dello shopping e che ora rischia di diventare un deserto sul piano commerciale. Ora un altro esercizio commerciale storico rischia di chiudere i battenti per sempre. Parliamo di una sala giochi dove sono cresciute intere generazioni, il cui immobile è finito all’asta per una cifra intorno agli 800mila euro. Chi lo comprerà potrà scegliere se proseguire con l’attuale attività oppure farci un altro ristorante.
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